La Cucina

Tagliatelle al Prugnolo

Coniglio arrotolato con piselli

Crostino al Prugnolo

Piadina con salsiccia, prosciutto o prosciutto arrosto

Caratteristiche del Fungo Prugnolo

Classe: Basidiomiceti
Nome scientifico: Calocybe gambosa (Fr.) Donk
Sinonimo: Tricholoma georgii (Clus. ex Fr.) Quél.
Nome volgare: Fungo de la saeta – Fungo di S. Giorgio – Maggiolino – Prugnolo
Caratteristiche morfologiche
Cappello: 3-10 cm, da convesso ad appianato, irregolare, talvolta un po’ screpolato, orlo robusto, arrotondato verso le lamelle; colore molto variabile dal biancastro al crema, ma anche grigiastro o nocciola o giallo o bruno-rossastro.
Lamelle: fitte, arrotondate o erose presso il gambo al quale non aderiscono, di colore bianco o crema.
Gambo: 5-8 x 1-3 cm, cilindrico, tozzo, robusto, pieno, a volte arcuato, più ingrossato al piede; biancastro, ocraceo verso la base.
Carne: massiccia e soda, bianca, con odore forte di farina e sapore buono.
Spore: ovali, bianche in massa.Commestibilità, habitat e osservazioni
Relazione con l’ambiente vegetale circostante: fungo saprofita.
Detto fungo di S.Giorgio per il periodo della sua comparsa (23 aprile).
Si trova in primavera (più raramente in estate) in gruppi che formano cerchi, nei prati e nei pascoli, negli spazi aperti dei boschi radi, sotto i cespugli.
Ottima commestibilità: molto ricercato come primizia di primavera.
E’ molto variabile nel colore e influenzato anche dal luogo di crescita. Il Tricholoma goniospermum, dalle lamelle violette, cresce in alcuni luoghi del Trentino in autunno nello stesso habitat della Calocybe gambosa, quasi fosse una forma autunnale della stessa. E’ certamente un’altra specie, ma con dati analoghi di commestibilità.

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